Preghiera in su la Vetta

Oh Dio tacito e verecondo,
son forse passati i giorni tuoi felici
per aver fatto nascer me,
creatura senza colpe, con la tua ira,
in su quest'epoca maledetta?
Volle forse il Fato
accantonar il verdetto tuo
rimirando il cielo
e concedermi, così, la pace che mi negasti?
Dal fosso mio, unica dimora,
t'invoco al giorno che divampa
in su la vetta,
e in schiere di angeli scacciati
il nome tuo si conserva,
mentre suggello con la mia pena
il tuo delitto!
Amor su questa terra mi deluse
e a nasconder gli occhi miei m'illusi
vile di ogni pentimento.
Se oso parlarti è perché ancor son viva
ma stanca di questo sortilegio!
Ordunque Padre concedimi la tua grazia:
salvami,
o condannami in perpetua solitudine
all'inferno!
©
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L'autore
Eleonora Strazzante
Dott.ssa in psicologia clinica e poetessa simbolista-decadente. Amante della letteratura francese ottocentesca, i miei scritti traggono ispirazione da Baudelaire e i poeti maledetti. Nelle mie poesie,ricche di figure retoriche, sperimento l’ambiguità e la contraddizione attraverso una potente fusione tra passione e or
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