"A labbra aperte"
Stefano Drakul Canepa
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tenebra nera
per cullare i confini
di un cielo lieve (D)
La luce spezzava i contorni,
non arrivava mai al cuore delle cose
come i sorrisi calmi fatti per tramare
sguardi e catene al sole dell'inverno
La mente cercava di rimandare
il vento delle primavere sui prati
perché l'erba non era ancora pronta
per amare il calore delle preghiere vane
Qualche parola arrivava a segno
ma alla fine era solo un soffio tragico
per innamorare solo un momento teso
al riflesso del mare assopito a sogno
Il buio inquietava i mattini lenti,
non permetteva di cullare i primi cieli
né le lune ubriache delle sere folli
appena trascorse in odore di follia nera
La tenebra era il velo lieve dei baci
A labbra aperte.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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nemesiel26 gennaio 2014
C'è qualcosa che oscura l'amore, che ne impedisce il vero dipanarsi... o che forse amore non è. Quella luce che non arriva al cuore delle cose, poche le parole arrivano a segno e che sembrano durare lo spazio di un momento e che si rivelano solo un soffio tragico fanno pensare ad una "impreparazione" all'amore, ad un sentimento non corrisposto e superficiale.

