D’ARDESIA E ARCOBALENI ( E le nubi di Manhattan)
Maria Grazia Vai
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E’ in questo commiato d’ali
dove i passi trattengono l’acqua
e tu l’aria che sfocia in parlare
Quel turbinio di labbra, di fiati e senza volto
ch’è sanguinarmi accanto e dentro
senza una meta.
Essermi viaggio, magnificenza e foce
E cigolio tremante d’arcobaleni e aghi
La siepe di un bacio tra cioccolato e ardesia
E sillaba inconsueta, marchiata e superba
Sei tu, nei miei riccioli d’Amore
l’ostaggio delle mie guance
l’azzardo peccaminoso
di un gesto senza freni
e il calco di porcellana
sulla mia vita che sfuma in bianco
-pronta allo schiudersi-
come uno schianto di corolla
tra il palato del glicine
e la gola.
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L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (1)
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Francesco Rossi27 gennaio 2014
Note d'amore sensuale in questa poesia verseggiata con stile.

