"Le valigie dei sogni (Auschwitz)"
Stefano Drakul Canepa
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Forse stavamo giocando ancora
quando mi stringevi la mano
e mi dicevi che non era nulla,
che la neve avrebbe atteso il giorno
Poi contavamo le stelle della notte
ma il cielo era troppo stretto
per vedere l'orizzonte ed il nero
sembrava stringere la luna al cuore
Troppe pesanti le valigie dei sogni,
troppo grandi per contenere il gelo
ed il fiato delle speranze strette
alla pelle graffiata di dolore e fretta
Il treno non aspettava una carezza
e la porta chiudeva vento alle catene
di una stanza bruna con il secchio
madido di pianto nel respiro corto
Di sguardi resi ciechi dal destino.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (4)
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Miriam Badiani27 gennaio 2014
Parole come pietre in una composizione splendidamente toccante. .
Rosy Marchettini27 gennaio 2014
straordinari versi che ben omaggiano le anime volate in Cielo Duro bagaglio da consegnare ai nostri figli Bellissima poesia
carla composto27 gennaio 2014
un bel ricordare di questo valente poeta l'umiliazione la sorpresa il dolore di tanta gente sterminata ... la memoria deve errese sempre viva e mai dimenticre...
Catia Dinoni28 gennaio 2014
Quante valige accatastate con sogni infranti... Quel sogno sfuggito dalle promesse di una calda mano, ed il pianto sommesso che non riempie quel cielo troppo cupo dalla cenere che brucia gli occhi. Molto apprezzata per l'intensità con cui arriva, ottima la forma.




