"Il volo"
Stefano Drakul Canepa
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artiglio nero
per volare il confine
di parole arse (D)
Le luci del giorno sono spente
e mute le parole nel conflitto
dei respiri andati a soffio
sul temporale promesso a sera
Il vento è messaggero di confine
e nere le ali a mezzo sogno
che languono sospiro sconosciuto.
Il mondo oltre i fuochi di tramonto
Le tenebre del cielo sono vive
e pallida la speranza esangue
di un silenzio nato a notte aperta,
fatto per sussurrare il male
Volo dei rimorsi a lama intera,
quando il dolore preme una risposta
da dare a mille volti ignari
In un timido livore di passaggio.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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nemesiel28 gennaio 2014
"Le tenebre del cielo sono vive e pallida la speranza esangue" un apparente contrasto visivo, sensibile fra quelle tenebre del buio così "vive" - là dove il pensiero fa pensare a loro come all'emblema stessa della morte - e la speranza pallida, esangue... Tutto invece è trionfo della morte. Il dolore preme, cerca risposte che non saranno date mai.
Duilio Martino28 gennaio 2014
E' molto bella questa lirica... Versi che vanno letti attentamente per scorgerne tutto l'amaro sapore... Un conflitto (interiore credo, ma non ne sono certo) in cui prevale il disincanto! Bellissima!


