Dormivano inerti fra cuscini roventi
Gianpiero De Tomi
833 poesie pubblicate
+ Segui

Diretti verso quella nitida collina
non siamo riconosciuti ed amati
il gabbiano vola, oltre l'anfiteatro
perdendosi in foreste di cannabis
libellule inferocite dilaniano l'aria
esterne al classicismo pomeridiano
un concavo centro precario dileggia
sussurrano statuarie armature d'oro
segrete parole, pervase da ninnoli affilati
corpi in vendita, anime uncinate
flussi di liquidi corporei fra le pietre.
Ribrezzo, della pelle e degli occhi
quando s'alza il sole, quando muore il sole
un vortice di nauseanti pupille d'onice.
Chiudono le mani, alle prime oscurità
mentre i respiri si placano perversi
danzano i fauni giù nel cortile deserto
pettegole serpi, piegano ignare dell'occhio
che dal muro sbuca all'improvviso
scivolando e discostandosi
dall'umano sentore d'intime gesta
invischiato nella colla primordiale.
Dormivano inerti fra cuscini roventi.
Datemi tregua! Siate pazienti!
Non sono arrivato indenne
prima delle note del flauto
scivolando sulla soglia al banale invito
del grande portone di mistiche domande.
Datemi la libertà! Siate magnanimi!
M'aspetto un margine di cuore
un vago sentore di pietà.
Ma non v'ingannate:
i petali sono da tempo marciti
sul ciglio della strada battuta
ed impronte che raccolgono reliquie
costeggiano imperlati ed anonimi
volti dai crudeli solchi sul viso.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gianpiero De Tomi
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
