Olocausto, io c'ero
Nebbia oscura
come tenebre,
l'inferno dentro
paura nel cuore,
quale potere
quale ardire
su inerti mortali,
io c'ero.
Correva triste
lungo i binari
dove mai finiva la via,
correva il treno
correva verso la morte,
e lui gioiva,
barbaro il suo nome
vile il suo viso.
Io c'ero
avvolto sotto corpi vivi
corpi giacenti.
Io c'ero
là dove fili spinati,
che circondano la morte,
anime pietose,
imploravano te mio Dio.
Quale furia
quale demone
usciva dal ventre,
io c'ero
e vivo dove il silenzio
è il grido più forte
perché l'uomo
non è solo olocausto.
©
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