"L'odio dei balordi"
Stefano Drakul Canepa
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Povere queste pagine lasciate sbiadire
senza uno sguardo a far da traccia,
greve la promessa di perdere l'orgoglio
in un portafoglio di complice insipienza
Gli anni scorrono lenti nella roccia dura,
l'impura dimensione della febbre sfuma
verso un universo di vane conclusioni
dove il deserto pretende le sue gocce
E non è la nostalgia ad aprire spazi
fra le stelle immobili e le loro sorelle,
lune da rubare agli anni senza cuore
che fanno del loro peccato il solo sogno
Misere le nuvole senza vera pioggia,
il cielo non ha amore per le menzogne
pronunciate ad arte senza più memoria
per semi troppo scuri a fecondare terra.
La morte non germoglia mai ricordi
Se non con l'odio sporco dei balordi.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Tonia Fracella1 febbraio 2014
Spazi come pagine vuote assenti di tracce... quasi un deserto lasciato agli anni... in un ritmo lento dove tutto appare come menzogna che resta sospesa nell'aria... e non sarà nostalgia a ricucire i vuoti. Grande stile in toni perfetti e incisivi.
Duilio Martino6 febbraio 2014
Un urlo di ribellione disperato... sete di acqua pura come quel deserto che reclama le sue gocce. Notevole anche la chiusa. Complimenti... Meritatamente in rime scelte-


