"Parole indegne di preghiera"
Stefano Drakul Canepa
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ombre svanite
dalle parole indegne
di rada nera (D)
Qualche germoglio era stato tradito
dal sigillo nero delle notti insane
e l'ignota traccia suonata tardi
sembrava aria destinata al cielo
Il vento soffiava i rami sporchi,
un coro di defunti diretti altrove
quando il buio sembrava gelo breve
appena segnato dalle rive affrante
Silenzio appeso alle labbra chiuse
e fuori il volo del reame atteso
dalle ali spiegate su nubi promesse.
Fiato dei sogni arresi a nostalgia
Qualche ombra ora andrà svanita
e il filo dei diamanti taglierà il respiro
sul mito inatteso dei dolori ciechi.
Tenebre solenni, appena conquistate
Dalle parole indegne di preghiera.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Carla Colombo29 gennaio 2014
Parole che deludono, feriscono, tradiscono, precipitando l'anima sofferente nella tenebra ottundente del lutto doveroso nel funerale delle emozioni... semplicemente divina!
Tonia Fracella30 gennaio 2014
Ombre e parole sospese al tempo... come un passaggio che sfuma spazi per tradire l'aria intorno. Un poetare come sempre suggestivo che trascina nella lettura. Stile molto apprezzato.


