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Riflessioni 30 gennaio 2014 · lettura 1 min · 2364 letture

"La strada"

Stefano Drakul Canepa 4642 poesie pubblicate
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danza la strada ora che il sogno vuoto ritarda ancora (D) Ora che sei stanco per capire il buio e la notte sembra una promessa non voluta dal giorno e dall'aurora che attendono il tempo di un altare La marea dei sogni è ferma ancora e lede le risposte immaginate al vuoto estremo delle finestre chiuse. Nessuna parola per fermare il mare Nessun colore opaco per la strada già invasa dal gelo delle corde tese per il rispetto dovuto ai morti di altre guerre, di altre spade arrese Ora che sei in ritardo per il futuro e il vento è già passato sulle tracce di una terra dura, già votata al deserto con un cielo vuoto, di nessuna gloria E con la storia già incisa ad altre ere Senza più memoria.
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Immagine: THE COST OF KNOWLEDGE by chryssalis

L'autore
Stefano Drakul Canepa
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Commenti (4)

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Tonia Fracella30 gennaio 2014

Un tempo che non ha più memoria lungo la strada della vita... la stanchezza pesa sui passi e tutto appare fermo anche i sogni restano lì dove l'ombra crea lo spazio chiuso senza risposte verso il futuro. Poesia di grande impatto emotivo.

Catia Dinoni31 gennaio 2014

Versi incisivi di un percorso sulla strada dell'esistenza... tra luce ed ombre nulla si stringe di concreto, amarezza ed un senso di vuoto emerge da una lirica che senza dubbio è di grande impatto. Apprezzata molto.

Paola Paolina Segatto31 gennaio 2014

Poesia fatta con decoro e rispetto della grande guerra. Bei versi che la tristezza appare con grande maestria. La memoria del decadimento dell'uomo rendendolo feccia dell'umanità. Versi ben connessi; poesia musicale e lacrimosa. Poveri caduti. Sentita e piaciuta.

nemesiel31 gennaio 2014

"Ora che sei stanco per capire il buio e la notte sembra una promessa non voluta dal giorno e dall'aurora" L'impatto, forte, avviene già così...in questi versi che d'immediato trasportano in una dimensione di stanchezza che, prima o poi, raggiunge l'uomo lungo il suo percorso. "Ora che sei in ritardo per il futuro e il vento è già passato sulle tracce di una terra dura, già votata al deserto con un cielo vuoto, di nessuna gloria" Chiude, con la stessa forza poetica ma con un'ineluttabile senso di sconfitta per un futuro che di fatti è già trascorso. Quale memoria resterà?