Sono qua
Solitaria spettatrice, stasera,
tremule e luccicanti trame
sciorinate nel cielo ammiro.
Sento appena sul viso
il freddo e lieve alito
del cosmo che respira
e nella quiete sua eterna,
sospinta, io m'immergo,
e nel silente mare
m'annego.
Come liquido amniotico,
nutre l'immenso spazio
i caduchi sogni e le vane speranze
(miraggi d'illusorie dimensioni)
che l'intero universo solcano
sulle ali, mai stanche,
di un'anima infante
che, dribblando, asseconda la vita
tra lontani ricordi passati
e incerte d'avvenir visioni.
Mentre mi cullo e m'annullo
errante sognatrice, nel vuoto,
d'un tratto una voce mi scuote
e dal presente mi chiama:
- Mamma, parliamo un po'? -
Dal vago dolce fluttuar mi desto
e più felice riemergo.
Eccomi. Sono qua.
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Commenti (1)
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Bruno Leopardi1 febbraio 2014
Una poesia che racchiude nei suoi versi espressioni bellissimi a disegnar immagini che toccano profondamente l'anima. Molto bella.
