La merla infine dov'è?
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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La terra ci riserva compromessi
e prismi girevoli di luce
Risultato: il prolasso
che separa dagli spazi vuoti,
scrinatura di ciglia al pettine
Più della meraviglia prende
il riflesso acuto di dare un nome
al futuro – il frutto sigillato
nel cellophane, senza scadenza al margine
un’ombra di epitaffio in vita, provo
con la lentezza della scrittura che salva i versanti
dal ripido andare delle piogge
Oggi che sono calotta di respiri sobri
so che l’aria è ferma e mentitrice
Sto a cercare l’inverno ai primi di febbraio,
ma la merla è assente
sul comignolo bianco di una leggenda
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (1)
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Giovanni Chianese10 febbraio 2014
Se la merla non c'è, non ci saranno neppure i pulcini. Cosa è prolassato da questo ambiente spoglio di valori, è come un utero sterile che partorisce solo nero fumo. Splendida lirica, metafore da brivido concertano una melodia che penetra a fondo. Complimenti alla Poetessa.

