Benedetta sia
Benedetta sia l’iconoclastia
di giorni irriducibili
a sé stessi sfuggiti
verso quel memore sempre
che mai s’infrangerà
in bugiardi e flebili rimpianti.
Spenta la luce da altri riflessa,
avvampa il calore
che bene conosce il leone
o l’aquila adunca
quando in alto volteggia
soltanto per fame.
Il nodo scorsoio
da mille fili intrecciato
è ormai quasi stretto
sino all’ultimo groppo,
ci salvi il pensiero
con il grande respiro leggero
di quei giorni di luce
da noi stessi irradiata.
©
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