"Le maledette melodie del mare"
Stefano Drakul Canepa
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il mare oscuro
sembra un muro di ghiaccio
lasciato andare (D)
Le luci della strada erano spente,
gocce violente sulla pelle ignara
che sognava un vento da rubare
sulle foglie svanite al passo breve
Terra da crescere sulle ore strane,
già sigillate al cuore nel buio lieve
di un cofanetto dischiuso per errore
frai tanti demoni delle notti insane
Le ombre della stanza erano accese,
poche sorprese in quelle sere acide
senza una risposta dal silenzio a neve,
gelo che restava fra le vane tenebre
Pioggia da bere sui respiri sussurrati
e mai dimenticati anche se per gioco
sulle danze da poco pagate a sale
e poi bruciate nel camino dei ricordi
Meglio esser sordi che sentire male
Le maledette melodie del mare.
©
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Stefano Drakul Canepa
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