"Graffi a luna cieca"
Stefano Drakul Canepa
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le ombre fragili
sono svanite in volo
nel cielo nero (D)
Non ho più trovato le mie ombre
eppure avevo dato ogni cosa,
tutto il tempo di uno sguardo ignoto,
tutto il buio di una voce sola
Non ho mai più sognato un cielo,
un volto che non fosse dipinto
dai segni che l'inverno acceca
anche nel freddo, a notte ambrata
Per qualche anno ancora avrò il velo
dei giorni lodati sulla pioggia
dalle stelle che nell'oscuro piangono
e feriscono con graffi a luna cieca
Ma gli scatti amari resi a nuvola
ora non saranno più gli stessi,
è la febbre che brucia una bestemmia
nella terra dei vespri ancora vivi
Eppure avevo pregato ogni sera
Per un gelo che fermasse il sole
Anche una sola volta,
Anche col cuore.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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nemesiel2 febbraio 2014
"Non ho più trovato le mie ombre eppure avevo dato ogni cosa" un incipit doloroso che, nel prosieguo dei versi, diviene reazione quasi ribelle approdando infine ad una chiusa, imprevista per il lettore, in cui i versi si fanno preghiera e conferma di un dolore ancora presente
Catia Dinoni2 febbraio 2014
Poesia molto viscerale, dove sospeso ancora rimane quel senso doloroso che opprime l'anima, molto forti questi versi con una chiusa che trapassa per espressività. Splendidamente scritta.


