Il sogno del tempo
Ho passi che sanno di stelle
nell'inverno nero della mia mente,
accendo un Lume che si chiama Dio
e cammino nel ventre del mondo.
Lascio le valli che non hanno storia
per scendere nelle terre dei sacri fiumi,
e mi ritrovo Dio sulla sabbia che calpesto.
Mi accorgo che ad essere uomo, è Grande.
Non si è fatto Carne il Divino per spegnermi,
ma si è fatto Uomo per darmi quella Luce
che l'uomo non può avere senza di Lui,
ed eccomi a vincere le stagioni della mente.
Si libera un canto dal cuore mio
e sale leggero ai piedi di Dio
che ha preparato per me e per ogni uomo
l'atteso vivere, che era il sogno del tempo.
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
Commenti (3)
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Landido13 maggio 2007
bei versi per una stupenda ”preghiera”. Dio è la tua stella e che dire di più! a presto
Giovanni Monopoli13 maggio 2007
suggestiva interpretazione dell'essere vicino a Dio in quei momenti di difficile vita di Van Gogh
Triste13 maggio 2007
”accendo un Lume che si chiama Dio” Quanta luce... e quanta speranza! Molto bella!

