So bene
So bene, sai, che dopo
ancor brulicherà
di genti il mondo,
il cielo sempre uguale
e il mare pressappoco.
Ma, dimmi, chi o cosa
saremo allora noi?
Umida fragile terra
cenere essenza anima
fantasmi ricordi fantasie...?
Nemmeno tu lo sai
né possono vederlo
gli occhi chiari tuoi
che tanto sanno d’infinito
o le bianche mani tue
da sempre affaccendate
sapendo cosa fare.
Saranno quelle scale
da scendere o salire,
ci attenderà qualcuno
al loro limitare?
Forse l’evanescente arcobaleno
a tutto dà sapore
in una silenziosa festa di colori
che ad un tratto vanno,
lievi, a scomparire.
©
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Commenti (2)
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Azar Rudif4 febbraio 2014
atmosfera sul finire del tempo e che lascia in sospeso l'atavica domanda sull'inconoscibile futuro. Cosa sarà e cosa saremo, ma nessuno lo sa con certezza. Versi che hanno un loro senso nell'universale come nel particolare
h
hy ju10 febbraio 2014
Il titolo esprime certezza. Mi piace tuttavia il contrasto che generano le forme interrogative disseminate qua e là (in modo esplicito, o velato) nel testo. Sono delle speranze? Delle suppliche? Sono domande retoriche. In realtà l'amara risposta, già la conosciamo.
