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Natura 8 febbraio 2014 · lettura 1 min · 2480 letture

Tormenta

Giovanni Licata 517 poesie pubblicate
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Il ciel si copre di un grigiore cupo, un volo d’insetti, invade il giorno, il sole perde il suo splendore. Al canto del gallo, al guaito del cane cade la prima pioggia. Squarciano i primi tuoni nel ciel, suonano i segnali d’allarme per le vie cittadine. La sua forza imponente spazza tutto al suo cammino; l’uomo nulla può a quell'impeto che scatena l’inferno, sommerge le sterminate valli, dove il progresso sfoggia. La natura riprende la sua vitalità, un fiore adorna quel luogo inondato.
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La furia della tempesta, oscura il cielo spazzando via i sacrifici di una vita, ma la natura si risveglia con un fiore.

L'autore
Giovanni Licata

Biografia Nato a Favara nel 1947, nel territorio di Agrigento,Scrive, poesie dal 1990, ha partecipato a diversi concorsi letterari, classificandosi spesso tra i primi posti, approfondendo le propri attività sulla pittura ,e alla vita sociale.

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Commenti (1)

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Sara Acireale9 febbraio 2014

Quando la tempesta infuria, in un attimo si possono perdere case e oggetti, frutto del sacrificio di una vita. È sempre e soltanto colpa della natura? Penso anch'io, come il Poeta, che la cementificazione senza criterio, unita all'infuriare della tempesta, possa provocare gravi danni. L'uomo nulla può...Penso invece che qualcosa potrebbe fare: rispettare la natura e il suo paesaggio... Dopo la tempesta torna il sereno, lo asseriva anche il grande Leopardi, tutto torna a risplendere di vita e di speranza