Io non ho paura
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
Commenti (5)
Ammirato... già il solo abile uso della parola (schisi è geniale) merita attenzione e plauso. La struttura scorre quello squisito verseggiare libero che qui ammiriamo danzare sofferte immagini con grande eleganza di linguaggio. Il Falconetti tratta questa difficile tematica con grande empatia e attenta visione, donando al lettore una piacevole occasione di lettura
Versi nobili di forma e contenuto eccelsi... profonda e intensa in tutto il suo dire...
Scruto guardingo il buio della tua mente che sta lì offerta, nuda, in schisi evidente con la nostra assunta normalità. Appunto, assunta... non altro. La normalità è tanto difficile da definire quanto improbabile la sua oggettiva esistenza.
Nemmeno serviva la nota di "descrizione", perché davvero il tema trattato è molto chiaro. In effetti è la paura che fa "scappare" davanti a situazioni che non sono del tutto ponderabili. Piaciuta anche l'abile utilizzo di termini specifici. Molto sentita, apprezzatissima sia per il tema trattato che per lo stile e la forma!
Il disagio mentale fa paura, riesce a suscitare ansia, sgomento. Si tende spesso ad isolare le persone affette da queste patologie perchè, non conoscendole, generano sospetto, provocano scompiglio in menti cosidette ordinate. E forse è proprio questo il problema, uscire da schemi mentali stereotipati induce a pensare, a mettersi in gioco e subentra la paura. Ottimo testo, complimenti.




