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Riflessioni 8 febbraio 2014 · lettura 1 min · 2061 letture

"Perdere la pioggia"

Stefano Drakul Canepa 4642 poesie pubblicate
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follie di goccia e pioggia dopo pioggia a sussurrare (D) Non potevo perdere la pioggia, goccia dopo goccia a seminar follia e liquide discordie tenute vive solo per svanire appena dopo aurora Non potevo sapere della nebbia, alba dopo alba ad inseguir mattina e sciogliere la notte senza comprensione per le solitudini mai negate al fiume Amavo chiudermi nel vento verso sera e dopo la bufera respirare tenebra perché la terra non si aprisse male, senza maestrale a far da corda al buio Non potevo esitare una promessa e svanire la coltre dei silenzi assopiti che l'oro delle foglie tremava per l'inverno. Muto l'Averno dei miei incubi fragili, Tessuti passo dopo passo, fino a noia.
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Immagine: Journey by Alshain4

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Stefano Drakul Canepa
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Commenti (5)

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M
Moreno Tonioni8 febbraio 2014

Che dire di questo autore se non che lo trovo magnificente? Il Canepa giostra la parola con grande abilità intessendola in un ordito pregevole ed elegante. La metafora è eccelsa e le tematiche esposte brillanti e colme di sentire inciso. Sofferta, dolorante e forse amara... ma squisita, luminosa e pregevole proposta di lettura

Tonia Fracella8 febbraio 2014

Pioggia che apre percorsi di follie e ricama spazi tesi nella nebbia, quasi un passaggio di malinconie che ricompone il tempo dell'inverno. Un poetare di grande classe, sempre particolarmente intenso.

Giorgia Spurio9 febbraio 2014

pioggia allegorica. quando piove, è come se respirassi la mente della natura, l'acqua che scivola dal cielo ci raccoglie i pensieri o ci dà delle spinte per partorire riflessioni. la pioggia qui è una pioggia di follia, più è sussurrata più è malata. la pioggia che nella goccia ha il seme della pazzia, e l'uomo che ne sa delle sua sventurata missione, che ne sa che con l'aurora tutto può svanire come in un tramonto capovolto. che missione ha l'uomo nella vita? quella di inseguire la mattina, di perdere la notte, di collezionare solitudini? quell'uomo che si rifugia, che respira la sera e l'ombra, e lo sento l'odore di terra dopo la pioggia. abbiamo il dovere di custodirlo. leggo l'animo umano fatto per metà d'inferno, di incubi ai quali uno si abitua.

carla composto9 febbraio 2014

autore che mette in risalto ciò che gli altri non vedono ... versi sempre belli ed apprezzati

nemesiel9 febbraio 2014

"Non potevo esitare una promessa e svanire la coltre dei silenzi assopiti che l'oro delle foglie tremava per l'inverno." Un'anima che non si sottrae alla visione di quanto accade e alla consapevolezza della propria essenza di uomo, consapevolezza di una fragilità che non può essere negata che si muove fra le luci e le ombre dell'esistenza umana che affronta piogge ed attraversa nebbie fino a respirare la tenebra dopo la bufera.