"Perdere la pioggia"

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Che dire di questo autore se non che lo trovo magnificente? Il Canepa giostra la parola con grande abilità intessendola in un ordito pregevole ed elegante. La metafora è eccelsa e le tematiche esposte brillanti e colme di sentire inciso. Sofferta, dolorante e forse amara... ma squisita, luminosa e pregevole proposta di lettura
Pioggia che apre percorsi di follie e ricama spazi tesi nella nebbia, quasi un passaggio di malinconie che ricompone il tempo dell'inverno. Un poetare di grande classe, sempre particolarmente intenso.
pioggia allegorica. quando piove, è come se respirassi la mente della natura, l'acqua che scivola dal cielo ci raccoglie i pensieri o ci dà delle spinte per partorire riflessioni. la pioggia qui è una pioggia di follia, più è sussurrata più è malata. la pioggia che nella goccia ha il seme della pazzia, e l'uomo che ne sa delle sua sventurata missione, che ne sa che con l'aurora tutto può svanire come in un tramonto capovolto. che missione ha l'uomo nella vita? quella di inseguire la mattina, di perdere la notte, di collezionare solitudini? quell'uomo che si rifugia, che respira la sera e l'ombra, e lo sento l'odore di terra dopo la pioggia. abbiamo il dovere di custodirlo. leggo l'animo umano fatto per metà d'inferno, di incubi ai quali uno si abitua.
autore che mette in risalto ciò che gli altri non vedono ... versi sempre belli ed apprezzati
"Non potevo esitare una promessa e svanire la coltre dei silenzi assopiti che l'oro delle foglie tremava per l'inverno." Un'anima che non si sottrae alla visione di quanto accade e alla consapevolezza della propria essenza di uomo, consapevolezza di una fragilità che non può essere negata che si muove fra le luci e le ombre dell'esistenza umana che affronta piogge ed attraversa nebbie fino a respirare la tenebra dopo la bufera.




