Lascito

A te che forse un giorno leggerai
Lascio l’infinito spazio tra due righe
l’inconcludente balzo nell’universo bianco.
Il mostro, che oggi temo
Spazio e fatica e disamore lascio
nel leggero crepitio della paglia e rami secchi
Il non costruito presumo,
quell’immobile derisione
di un cucito passo al suolo.
Lascio, lo squallore personale
di un mondo sfortunato
deragliato nell’inchiostro
Il ligneo candore
di una croce
da portare
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
EnzoL
Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
