Di ore rarefatte (L'intercapedine)

Vorrei scriverti
di notti conserte.
Nell’indugio degli echi
di un pendolo sghembo.
E del trasmutare della pioggia in nebbia,
nello spazio assoluto dell’incertezza.
Di ore rarefatte,
dove il tempo è mantice
dei nostri silenzi.
Vorrei scriverti,
ogni sera,
nell’immobilità di questo attimo.
Tra il balenio muto e fermo del ritorno
e la dinamica di uno squarcio.
E del tuo esasperato percorso altro
che s’innesta, come monile,
nelle mie solitudini.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
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