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Ribellione 11 febbraio 2014 · lettura 1 min · 2058 letture

Meta e morfosi

omissam 412 poesie pubblicate
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Tutto il giorno che non piove... nell'arida mia staticità muovo zampette orripilanti dal pulviscolo miope delle mie chele traggo la forza -non mi desto mai dalle mie notti inquiete- per scivolare verso l'ombra occulta del peccato coleotterizzato dalla corazza fatiscente Gregor m'osserva trova in me una lauta ricompensa Lui non esce più dalla sua prigione sogna il mio cammino lungo il l'oblio del non vivere direttive inattendibili quasi come inalando i miei sospiri intemperie della ragion pura cosa mi è accaduto? Niente d'irragionevole il sole porpora irrora le vene ogni chiesa mi bracca la luna non ha tentacoli ed io osservatore silente del mio disfacimento non noto cambiamenti influenti...
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...spalancò di colpo la porta della camera da letto e gridò nell'oscurità con voce acuta "venite un po' a vedere è crepato! E' là steso, proprio bell'e stecchito"

L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (3)

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Matilde Marcuzzo12 febbraio 2014

eccolo, il carissimo scrittore della mimesis etteraria. banale dire che conosco anche io il testo ma dirò che gregor non esiste, gregor è deluso di non esistere, gregor non ha voce, solo pensieri, gregor ha terrore di essere visto, di essere capito. Gregor è come lo scrittore, gregor è come te, è come me. plauso .

Massimiliano Moresco12 febbraio 2014

Non noto cambiamenti influenti... forse è proprio la corazza, (così evidente e sgradevole alla vista perlomeno nel libro) che un po tutti noi formiamo è capace di crescere e rafforzarsi per difendere il personale mondo intimo che appunto rimane uguale e, per certi versi, prezioso.

nemesiel14 febbraio 2014

Il racconto va da sè che risulti sempre inquietante anche dopo ripetute letture... mille interpretazioni e tutte, forse, poco attendibili anche se facilmente ipotizzabili. La poesia del nostro non vuole essere inquietante ma quasi sbeffeggiare quello "stato del pensiero" a cui la sua ragione lo induce... Inquiete notti? Forse. Come Gregor non si scompone ma a differenza di Gregor non teme lo sguardo degli altri né le difficoltà del cambiamento... perchè? Forse perché il cambiamento non esiste. Chiusa sagace, abile, intrigante.