"Lo specchio nero"
Stefano Drakul Canepa
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il vetro nero
veleno dell'inverno
tirato a sera (D)
Ma il sole dell'inverno è freddo,
non scalda questa terra scura
abituata al male delle nere vele
che solcano le lacrime del vento
La luce fioca lungo il fiume bruno
non ha che qualche antico dubbio
e spegne ogni promessa al volo
di poche ali già richiuse al cielo
Ma il calore di gennaio è sporco,
spazzatura lungo il sentiero stretto
che fa di questa città una tomba
scavata nel diverbio della roccia
La tenebra perduta attende luna,
le notti già segnate a primavera
e gli archi che santificano argento
fra le stelle sconosciute della sera
Ma il dolore del mattino è cieco,
Hai i dolori di uno specchio nero.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Tonia Fracella12 febbraio 2014
Un buio che tutto avvolge... segno inciso nella terra, come un riflesso nero a far da specchio su ogni traccia. Incisiva, di gran significato... in toni perfetti e intensi.
nemesiel14 febbraio 2014
"La luce fioca lungo il fiume bruno non ha che qualche antico dubbio e spegne ogni promessa al volo di poche ali già richiuse al cielo" Una strofa che rispetto al forte impatto visivo delle altre potrebbe passare quasi inosservata eppure, a mio parere, è quella che più intensamente e silenziosamente incide. Così dolcemente amara, mostra la fragilità dell'anima e il perdere lento e sottile della speranza


