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Riflessioni 13 febbraio 2014 · lettura 1 min · 1734 letture

Di quel cielo cupo

Hariseldom 1264 poesie pubblicate
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Dinanzi al mare Dio si fermò a pregare pregava l'acqua e l'acqua si fece scura. Di quel cielo cupo io vidi le alte mura a picco su quel mare dove Dio si fermò a pregare. Dodici gabbiani si schiantarono al suolo morti per aver creduto morti per una fede tersa. Raccolsi una conchiglia per darla a quel Dio scoprendo che era donna donna senza ali ma bionda. L'universo era la piuma di un gabbiano e il mare la culla della nostra vita. La notte era l'universo intero e diavoli lascivi guidavano un galeone su quel mare senza pesci. Alla fine io le chiesi un nome e lei mi respirò l'amore, soffice divenne il suono d'un violino quando i diavoli stessi fecero un inchino. Poi tre lune nel cielo tracciarono la rotta verso il luogo della vita e della morte. Sulle alte mura la bandiera rossa e nera d'un anarchico mistero diretto al nuovo mondo.
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