Fango
Paola Galli
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Anche la bile si ribella
a ciò che la speranza tace
siamo fiori sfioriti, emaciati
siamo perle di un’estinta saggezza.
Non pensavo che la piaga
marcisse nella stessa sua cancrena,
senza proferir testamento alcuno
senza render l’onor delle armi,
dalle candide gote sbirciavo
l’arrivo d’una novella buona
sfuggita al viaggio
d'un piccione distratto.
E vedo uomini seduti, sulla riva
di questo pezzo di terra umida
anemica, senza più legna da ardere
né ghiotta selvaggina da scippare,
lenti a contemplar la voce del fiume
credendo di sentirne il battito
l’eco dei rintocchi, nelle valli al sole
a dissuader la piena di melma e fango.
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L'autore
Paola Galli
Commenti (1)
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Patrizia Ensoli16 febbraio 2014
Impastato di contraddizioni oscurità e conflitti, l'uomo fermo, statico. Un compatire che tacitamente trapassa l'io e vede! Versi sentiti

