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Fantasia 22 febbraio 2014 · lettura 4 min · 1349 letture

Fiaba in rima per gente piccina

Giovanni Facchetti 127 poesie pubblicate
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Indovinate piccini che fiaba è mai questa che tutta si svolge in una foresta dove vive una bimba con la nonnina e la presenza del lupo è troppo vicina. Già lo sapete e celarlo non posso, questa e la storia di un cappuccio rosso che viveva beata dentro una casetta tra le coccole e i baci della sua nonnetta che sempre diceva di fare attenzione perché quel lupo era un gran golosone e avrebbe mangiato anche un bambino pur di riempire il suo grosso pancino. Ma la bimbetta era troppo veloce per il grasso lupo che gridava a gran voce “Se ti prendo ti mangio in un solo boccone” ma quella palla di lardo aveva il fiatone e così non riusciva a prenderla mai e Cappuccetto correndo evitava dei guai. Ma il lupo assai furbo non s’arrendeva e visto che mai non la prendeva, pensa e ripensa escogitò una furbizia e un dì che la bimba con grande letizia andò nel bosco a raccoglier dei fiori, lui di nascosto e non facendo rumori guardingo arrivò alla loro abitazione e bussando alla porta con finta agitazione gridò a squarciagola “ la foresta sta bruciando” La vecchietta che si stava addormentando non pensò che poteva essere un trucco e apri così la porta restando un po’ di stucco Troppo tardi! ! Il lupo in un balzo fu addosso e facendo un sol boccone grosso grosso inghiotti la nonnina proprio tutta intera anche perché davvero tenera non era, si mise della nonna la vestaglia e la cuffietta e s’infilò nel letto ad attender la bimbetta. Ignara e saltellante ritornò la creatura con dentro nel cestino i fiori e la verdura, ma giunta innanzi a casa sentì un gran rumore, quel lupo un poco sciocco dormiva da due ore e russando come un matto faceva un frastuono che sembrava quasi ci fosse qualche tuono. Allora insospettita e prestando più attenzione sbirciò dalla finestra e capì la situazione e mentre lì vicino passava un cacciatore lo chiamò a gran voce “ mi aiuti buon signore”. Subito questi, afferrato un gran bastone si preparò alla lotta con quel grasso bestione. Il lupo nel frattempo si era risvegliato e a un tenero pranzetto già era preparato, Ma la bimba assai furbina recitò una scena con quel grosso lupo che faceva quasi pena con addosso la vestaglia e pure la cuffietta e che aveva troppo pelo per esser la nonnetta e disse “ma nonna che grandi occhi hai” “ è per meglio vederti “ lui rispose “ tu lo sai “ “ e le orecchie sembran quasi da asinello “ disse lei indietreggiando di un saltello, paragonato a un asino lui si arrabbiò molto e rispose indispettito “ così meglio ti ascolto” “ e la tua bocca è diventata troppo grossa” disse Capuccetto arretrando in una mossa e mentre lui dicea “è per meglio mangiarti “ sentì una voce gridar “ non azzardarti! !” e il cacciator uscì da un nascondiglio e con tutta la sua forza e un gran cipiglio cominciò a menar delle forti randellate sul lupastro che così non le aveva mai pigliate. Cadde esamine il peloso sventurato e il cacciator che già la pancia avea tagliato estrasse la nonnina che malgrado lo spavento uscì viva e arzilla con un balzo in un momento e abbracciata con gran gioia la dolce nipotina si mise a prendere a pedate la bestia lì supina. Ma ormai così ridotto da fare compassione imparato avea la bestia di certo la lezione e la nonnina che di lui provava solo pena, anche se il cattivo con lei volle far cena, dopo averlo con l’ago e con il filo ricucito e con un calcio nel sedere nel bosco rispedito, preparò una bella torta per meglio festeggiar quel che era già ricordo da potere raccontar. E come vogliono i bimbi che ascoltano attenti tutti vissero cent’anni felici e contenti, perfino il lupo che grossa l’aveva combinata si rassegnò per sempre a mangiar solo insalata
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Giovanni Facchetti
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