Rifugio lontano
Nel buio di stoppa e pece
di notte tempestosa
appare più lungi
il sognato rifugio
ed ogni passo risuona
sul suolo di pietra
più stento. Mi sento gravato
del peso degli astri
roventi fornaci
ove consunto rimane
anche l’ardore che mosse
i primi passi e si china
lo spirito stesso sconfitto
dall’eterno scudiscio
che frustra il domani.
Basteranno i miei giorni
a rivedere il mattino?
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
Commenti (1)
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Alberto De Matteis24 febbraio 2014
Appare molto lontano quel rifugio in cui finalmente trovare un po' di pace, ma la speranza non deve mai venir meno, occorre reagire ed essere ottimisti sul futuro.
