Nel mio viaggio

Sono una sillaba
che vaga
in un vocabolario sbagliato
alla ricerca
di una parola che non trova
sono la piega
che brucia sotto un ferro
ma che rimane piega
la veste sdrucita
strappata
su un corpo allargato
saturo di menzogne
sono la parte
di una supplica nera
che affonda nella memoria
in cerca della parte perduta
sì
son io
oltre quelle sequenze astratte
rivestite d’aria nuda
oltre la cecità della pelle
che geme
appesa senza muscoli
alle mie ossa molli
io che ho disturbato le ombre
per sapere chi sono
che ho sminuito il rumore del dolore
per ascoltar la mia voce
la mia voce
che ora scava silenziosa tra i pori
per trovare respiro.
©
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L'autore
Turan
Commenti (2)
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Patrizia Ensoli25 febbraio 2014
mi piace molto ... " io che ho disturbato le ombre per sapere chi sono ... fino alla chiusa ...
J
Jmmy Al Pit26 febbraio 2014
Bellissima poesia dall'inizio alla fine ricchissima, ben composta complimenti, piaciutissimi i primi versi come la chiusa... complimenti!

