Mare sconfinato
fausto di pasquale
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Mi aggrappo ai sogni
per non morire.
Sorrido a loro e
lacrime come cascate
si confondono con
il mio silente cuscino.
Scrivo di noi
per non dimenticare,
per non spegnere
la luce che illumina
la mente mia.
Ai margini del tempo
incarto la mia vita,
la conservo tra le pieghe
del giorno,
la nascondo dal delirio
della notte.
Scivolano le mani
su di un corpo che non c'è,
occhi chiusi ed impauriti.
La luce scema nei ricordi,
un fruscio invade l'anima mia.
Sono le ore che
stancamente si perdono
nel mare sconfinato
del mio domani.
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L'autore
fausto di pasquale
Commenti (3)
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Rita Vieni2 marzo 2014
I ricordi spolverati alla luce di nuovi giorni, per non dimenticarli, per renderli vivi e caldi come tenera pelle da accarezzare!
Gianna Occhipinti2 marzo 2014
Dolcissima lirica che emoziona dall'inizio alla fine... Il tema della malinconia ricorre spesso tra le note del cuore di questo autore che con maestria sa condurre il lettore nei luoghi a lui cari "i ricordi", quelli che non moriranno mai, che gli infonderanno sempre la gioia e il tormento (al tempo stesso...)
Ela Gentile2 marzo 2014
Intensa, dolce e malinconica lirica che coinvolge il lettore emozionando. Veramente bella e apprezzata... una introspezione tormentata che tocca il cuore. Complimenti vivissimi!...


