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Natura 17 maggio 2007 · lettura 1 min · 3074 letture

Turi

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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Era un povero animale rattrappito dagli anni, con un occhio solo, dopo la lotta col gatto della pustera. Morto don Ciccio Lo Cascio, il suo padrone, era rimasto solo, un tozzo di pane, regalato da chissà chi o trovato nell’immondizia, era il suo pranzo e fors’anche la sua cena. Anelava una carezza che nessuno gli avrebbe mai fatto. Nelle lunghe notti d’inverno, quando il vento fischiava e la pioggia batteva, si sentiva il suo latrare triste da sotto il ponte della ferrovia dove, in mezzo alle erbacce, rifugio aveva trovato.
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…cani abbandonati… Nota : pustera = impiegata delle Poste.

L'autore
Rasimaco

unaquaeque hora inveniat te pingentem aeternitatem

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Commenti (3)

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F
Francesca Coppola17 maggio 2007

un tema che io sento particolarmente e che mi fa male leggere e più vedere. Ottima rappresentazione!

Triste17 maggio 2007

”quando il vento fischiava br e la pioggia batteva, br si sentiva il suo latrare triste” br Che forza questi versi... sembra di intravedere quegli occhioni tristi... br Molto bella!

Leaf17 maggio 2007

solo chi sente il battito dolce e disperato del cuore di una creatura innocente e sola, ha la sensibilità delicata e intensa di scriverne... e di commuovere profondamente chi legge.