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Satira 17 maggio 2007 · lettura 1 min · 1278 letture

Omo che cortivi

P
Patrizia Chini 894 poesie pubblicate
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Omo cinico che cortivi l’apparenza che te ‘nteressi d’abbandono e d’assistenza solamente come modo d’encrementatte er cenzo, se dovressi mette ‘na mano sopra alla Coscienza... La metteresti in testa? certo l’artezza è tanta e, ‘na nobirdonna se ha d’affittà ‘na stanza ha da chiede pure quarche referenza. Se la metti sur core, poi, sicuro te la canta! Forse è tra er digiuno e er duedeno d’andove scappa l’aria pe’ disperazione ‘ndove spesso romba er chiasso dell’inferno Forse là potrebbe trovà sistemazzione, 'n compagnia der feto della putrescenza, quer po’ che ce rimane de coscienza.
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un'idea già espressa con altri versi in lingua italiana. ho pensato di riversarla in un sonetto in dialetto... (chiedo scusa se non è corretta rispetto alla metrica)

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L'autore
Patrizia Chini

Mi chiamo Patrizia Chini e sono nata a Roma nel 1950, oggi pensionata... status non desiderato, subito. Scrivere, per me, è vitale .... ( a proposito ho un mio sito un po' caotico, sempre con i lavori in corso: http://www.webalice.it/ni.pat30 ) solo scrivendo sembra sia più leggero il peso dei pensieri che

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Commenti (1)

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M
Marina Como17 maggio 2007

stupendo il linguaggio dialettale e le descrizioni. La coscienza diventa la ”putrescenza” (con doppia interpretazione) stessa, anzi, relegata a ”feto”: un nulla mai nato. ottima satira.