Omo che cortivi
Omo cinico che cortivi l’apparenza
che te ‘nteressi d’abbandono e d’assistenza
solamente come modo d’encrementatte er cenzo,
se dovressi mette ‘na mano sopra alla Coscienza...
La metteresti in testa? certo l’artezza è tanta
e, ‘na nobirdonna se ha d’affittà ‘na stanza
ha da chiede pure quarche referenza.
Se la metti sur core, poi, sicuro te la canta!
Forse è tra er digiuno e er duedeno
d’andove scappa l’aria pe’ disperazione
‘ndove spesso romba er chiasso dell’inferno
Forse là potrebbe trovà sistemazzione,
'n compagnia der feto della putrescenza,
quer po’ che ce rimane de coscienza.
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L'autore
Patrizia Chini
Mi chiamo Patrizia Chini e sono nata a Roma nel 1950, oggi pensionata... status non desiderato, subito. Scrivere, per me, è vitale .... ( a proposito ho un mio sito un po' caotico, sempre con i lavori in corso: http://www.webalice.it/ni.pat30 ) solo scrivendo sembra sia più leggero il peso dei pensieri che
Commenti (1)
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M
Marina Como17 maggio 2007
stupendo il linguaggio dialettale e le descrizioni. La coscienza diventa la ”putrescenza” (con doppia interpretazione) stessa, anzi, relegata a ”feto”: un nulla mai nato. ottima satira.