Il mio piano pesante

Il tuo pianoforte
vorrei indossare
come l'abito più peccaminoso
nella serata più infernale
Essere sfiorata
riaffiorata dal tepore più noioso
Risvegliarmi
al tocco veloce
insistente, puntiglioso delle tue dita
curiose e vogliose
E come la musica più forte
cruda, nuda
vorrei sentirmi
premuta, pressata
spogliata, solleticata
suonata nella notte più buia
Nelle mie parti
in quelle più nascoste
quelle più profonde
più vere ed insensate
Malgrado le apparenze
più usate
vorrei sentirmi
amata
Il tuo pianoforte
vorrei ingerirmi
e dare musica
ai nostri movimenti
lenti
sordi
uniti
nel silenzio dei nostri baci
nell'urlo della nostra passione
muta
giusta
unica.
©
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