"Di pallida fanciulla"
Stefano Drakul Canepa
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pallide gocce
sul sudario delle ombre
attendono ere (D)
Che di queste morti non avevamo bisogno
e del male solo immaginato e poi tradito
noi avremmo tratto un respiro ancora greve
sul marmo gelido delle primavere di dolore
E di tutte le anime ancora da oltrepassare
forse avremmo conservato qualche sguardo
o una maledizione sulle rive dello sdegno
di un antico rifugio, tempio del perdono
Che di queste vendette noi avremmo taciuto
per non temere la notte o quel che restava
del giorno ancora più breve del suo vagare
fino alle ombre inconsolabili di un sogno
E di tutti i rimpianti ancora da piangere
solo una lacrima, un acido da intingere
con le dita aguzze di un lamento a pioggia,
goccia di un'ignobile certezza spesa a sera
E mai trovata sulle gote di pallida fanciulla.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Tonia Fracella4 marzo 2014
Un tempo trascorso fra le ombre inconsolabili di un sogno e i respiro taciuti. Un poetare di grande stile, intenso e toccante.

