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Uomini 5 marzo 2014 · lettura 1 min · 934 letture

Finestre che il vento

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fabio nanni 40 poesie pubblicate
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Solo tre case vicine e deserte: scale dirute ma gli angoli dritti... coppi, mattoni con edera e gigli, travi annerite e camini di allora. Cieche finestre di sera battenti, spiriti antichi nutriti dal tempo. Oggetti perduti spalmati di vita, colmi di noia, di ruggine e tarli. Spento nel forno l'aroma del pane, inermi gli attrezzi sul fieno marcito, fredda la stalla e inodore il letame, inutile il torchio per uve estirpate, letti ed armadi non degni del nuovo. Scabra, indurita la porta non chiude, ha rughe profonde scavate dal gelo, e lì, sul confine tra l'ombra e la luce, placida al sole sugli assi schiodati, verde lucertola chiude l'ingresso. Guarda sorpresa poi guizza e scompare: segno di vita, padrona di casa.
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Commenti (1)

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Sanzi5 marzo 2014

Faccio la premessa che quello che mi è piaciuto di questa poesia è l'equilibrio espressivo e la scelta delle parole, sono perfette per quello che si voleva dire, per le immagini che vengono poste al lettore, però essendoci un ritmo particolare ho provato a esaminare meglio, è originale l'idea di scrivere endecasillabi interrotti (per non dare un ritmo troppo stretto, cadenzato, penso) da altri versi più corti (la cui lunghezza tra loro è comunque un endecasillabo)... mi piace