"Vento di marzo"
Stefano Drakul Canepa
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il gelo nero
fra quel vento notturno
ed il veleno (D)
Ero ritornato da poco al vento di marzo
ma di quelle notti non ricordavo nulla
se non il sogno di una fata a volo aperto
e qualche stella morta prima del mattino
Qualche parola buttata sul selciato amaro
ed una porta chiusa prima della sera
quando l'ombra reclama la sua dura pena.
La luna rifiuta sempre la luce senza cuore
Avevo esalato da poco il mio vano respiro
ma di quelle morti non ricordavo nulla,
nemmeno il dolore delle sorti avverse
quando il fiume scuro pretende un sacrificio
Qualche ferita aperta da lame arrugginite
con la terra sporca a far da dama ignota
sulle vie che piangono una stagione arresa
a tutte le stelle ancora appese al cielo nero
E poi buttate via, con il veleno del mattino.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
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