Trenta e lode

E quando la tua mano
sfiorandomi le labbra
nel soffio mio sentì
il battito del cuore
fu vincolo d’amore.
E quando un dì di aprile
volando in mezzo al prato
il tuo sorriso acceso
negli occhi miei brillò
e ardente mi infiammò.
E quando nella chiesa
minuscola sul monte
due menti incatenate
si dissero di sì
brillò quel lunedì.
E quando due gioielli
rifulsero nel buio
di questa strada dura
io spina prosperosa
tu stranamente rosa.
Ed oggi che son trenta
in questo viaggio a due
al sole e a questa vita
non chiedo niente più
ché il cielo mio sei tu.
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Commenti (1)
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Berta Biagini8 marzo 2014
Grande il significato che si legge in quel “lode” – sono tanti, ma sicuramente volati via come piuma al vento. Letta con vero piacere.
