Dietro a "na finiestra
Scorenno a occhi chiusi na via scura
me guardo na finestra ‘lluminata
e ‘mmaggino che dietro c’è na fata
tenuta prigioniera ‘n quelle mura.
La ‘mmaggino seduta a na specchiera
bella, servaggia e certi lampi neri
ch’illuminano voglie e desideri
riscoppiettanti nell’occhiata fiera.
Fata Turchina tu e io Pinocchio
co tanti sbaji e tanta leggerezza
che se commove a timida carezza,
è facile la lacrima sull’occhio.
Si quante stelle stanno ‘n questo sogno
sparse ‘ntorno a sto viso soridente
ch’ammalia e che me forgora la mente.
Siccome er girasole cià bisogno
de ‘n astro giallo che je dà calore,
e je va appresso appresso co la testa
vestito cor vestito de la festa,
così a me me ride e freme er core
quanno te sogno e alliscio cor pensiero.
È solo ‘n sogno e già me pare vero.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
f
Tutte le opere →
L'autore
filiberto
Sono nato nel 1949 in un piccolo borgo in provincia di Rieti e, dopo varie peregrinazioni in tutta Italia, ora risiedo in Molise. Mi piace leggere di tutto e scrivere sia in versi liberi e sciolti, sia in rima, ma in questo secondo caso non mi sento eccessivamente vincolato dalle regole della metrica che interpreto,
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Duilio Martino9 marzo 2014
Tante bellissime similitudini per decantare "la fata"; bellissima quella immagine del girasole che con la testa va appresso al sole . Davvero una gran bella Poesia!
