Sulle rive delle mimose

Emma Elisa, felice di entrare in questo mondo immenso che è la poesia. In questa oasi ho letto poesie che mi hanno commossa e divertita. Leggere e scrivere per me è un piacere sensuale, avere davanti la pagina bianca in trepidante attesa di segni e parole...traghettare emozioni dell'anima sul foglio bianco è stupendo
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Una lirica decisamente poco in linea con il clima che circonda la festività della donna, ma l'autrice, come suo costume, non disdegna mai di entrare nei particolari reali della vita. La stesura è molto fredda, ma ricca di verità, quella verità, che purtroppo, viene vissuta da molte donne al giorno d'oggi. Versi che rispondono perfettamente a ciò che l'autrice voleva trasmettere al lettore. Apprezzata molto per la sua particolarità. Piaciuta.
Versi accorati ed inquieti nel giorno in cui una mimosa dovrebbe rendere onore alla donna, a questa creatura insostituibile che ancora oggi soffre di un vivere amaro. L'autrice parla, metaforicamente, di un fiore sofferente, strappato, sotto un cielo che non può essere azzurro, che non viene accarezzato da refoli di vento. Mimose che implorano "sulle rughe di un vivere amaro e grida imploranti". Girotondi che non sono festosi in questo giorno e lasciano nell'aria un eco scolorito che insegue invano la gioia di un mondo migliore, dove le mimose possano finalmente, con gioia, legarsi ai capelli. Lirica commovente, dolce, profonda, originale!
E' confortante leggere una poesia lontana dai luoghi comuni di questo giorno che si è svuotato sempre più di significato riempiendosi di ridondanti o sdolcinate parole... parole divenute stereotipi o strumenti a secondo delle motivazioni che spingono chi le pronuncia... Versi che dicono il vero senza bisogno di urlare ma con una consapevolezza così amara che penetra più di un grido... "Voglio mimose da legare ai capelli" restituiamo a questo fiore così bello la possibilità di essere solo un fiore e a noi la gioia di intrecciarlo ai capelli... Mi sentirò sempre sconfitta fino a quando noi donne avremo bisogno di un 8 marzo...


