Violacciocche nel camino
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Com’è alto
il muro di cinta
com’è agile il gatto là sopra
a cercare da che parte è la luna
Contemplo la sua natura, la mia
la parte felina si ricongiunge
ai riti ancestrali
Molecola vagante tra le ceneri
del giorno unisco i lembi
e crepe rosse tra i seni
-le avrò guarite mai?
Impronte sulla carta
da ardere al fuoco,
ma l’inverno è morente
il camino nero spento
Inspiro violacciocche
fiorite nel pallore
(chiuse dentro)
Non c’è più legna;
anche quel tale poeta
sembra infreddolire
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (1)
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carla composto8 marzo 2014
complimenti una lirica bellissima che va oltre in metafore sentite ...scritta magistralmente

