Luce dei miei soli scomparsi
Stando qui, in casa, senza uscire,
direi che non è male. Non era tra le cose previste
o tra le cose interessanti, né una moda, ecco.
Stando qui, senza uscire mai, si ha il tempo
di fare talmente tante cose che alla fine
ti puoi anche permettere di non fare un cazzo.
Dopo un po’, diciamo per esempio dieci giorni,
ti accorgi che le cose cambiano. Si, le cose
non sono più come prima. Come se ci fossero
nuove regole non dette. In testa succede davvero
di tutto. Che circo!
Insomma stando qui, in casa, senza uscire,
direi che si ha l’occasione per riallacciare alcuni
rapporti. Cose che non avresti mai detto.
Oppure guardare tre film al giorno e dopo
un po’ di giorni non ricordarli più. Nessuno, uno, due.
Statisticamente è così, la minoranza è la maggioranza.
Oppure, ascoltare quattro ore di musica e farsi dire
dalla musica a cosa dobbiamo pensare.
Perché dobbiamo, non è così? Ti lasci andare,
ti lasci andare, e alla fine arrivi dove eri
all’inizio. All’inizio di tutto che ho fatto? Ti chiedi.
Hai pianto. Ti risponde una voce da fuori.
Oppure, la mamma viene e ti porta la spesa.
Lava qualche piatto poi se ne va. Bacia la mano
della mamma! Bacia i suoi passi!
Stando qui, in casa, chiuso senza neanche sentirti
chiuso, c’è il terrazzino, c’è una maglietta verde
ed il vino. C’è un amico che passa e ti rompe un vaso
senza che nessuno si debba scusare o sentire
in colpa. C’è anche un quadro che ti guarda.
Una luce a cui alla fine darai un nome di donna,
luce dei miei soli scomparsi!
Può succedere, di riallacciare dei rapporti, di
sentirsi meno stanchi che da morti, ridere quando
nessuno ha detto nulla. Nessuno ha detto nulla?
Oppure giù, dormire senza averne voglia,
violentare un pensiero che stava arrivando a
preoccuparti. Torturarlo, un bastardo traditore!
Giù, dormire senza puntare nessuna sveglia, che
la veglia è sempre, e passeggia con la morte.
Giù, quando ti sogno tutta nuda che ti stringi
nelle spalle, e sorridi come fossi io il creatore
di quella meraviglia.
Stando qui, in casa, senza uscire, direi
che non è male per niente.
Dovrei farmi ingessare più spesso la gamba.
Magari alternare, destra, sinistra,
sinistra, destra. Come quando palleggi.
Ora però esco perché mi sono davvero
rotto il cazzo.
©
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