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Fantasia 8 marzo 2014 · lettura 3 min · 1531 letture

Luce dei miei soli scomparsi

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Jack Pastore 240 poesie pubblicate
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Stando qui, in casa, senza uscire, direi che non è male. Non era tra le cose previste o tra le cose interessanti, né una moda, ecco. Stando qui, senza uscire mai, si ha il tempo di fare talmente tante cose che alla fine ti puoi anche permettere di non fare un cazzo. Dopo un po’, diciamo per esempio dieci giorni, ti accorgi che le cose cambiano. Si, le cose non sono più come prima. Come se ci fossero nuove regole non dette. In testa succede davvero di tutto. Che circo! Insomma stando qui, in casa, senza uscire, direi che si ha l’occasione per riallacciare alcuni rapporti. Cose che non avresti mai detto. Oppure guardare tre film al giorno e dopo un po’ di giorni non ricordarli più. Nessuno, uno, due. Statisticamente è così, la minoranza è la maggioranza. Oppure, ascoltare quattro ore di musica e farsi dire dalla musica a cosa dobbiamo pensare. Perché dobbiamo, non è così? Ti lasci andare, ti lasci andare, e alla fine arrivi dove eri all’inizio. All’inizio di tutto che ho fatto? Ti chiedi. Hai pianto. Ti risponde una voce da fuori. Oppure, la mamma viene e ti porta la spesa. Lava qualche piatto poi se ne va. Bacia la mano della mamma! Bacia i suoi passi! Stando qui, in casa, chiuso senza neanche sentirti chiuso, c’è il terrazzino, c’è una maglietta verde ed il vino. C’è un amico che passa e ti rompe un vaso senza che nessuno si debba scusare o sentire in colpa. C’è anche un quadro che ti guarda. Una luce a cui alla fine darai un nome di donna, luce dei miei soli scomparsi! Può succedere, di riallacciare dei rapporti, di sentirsi meno stanchi che da morti, ridere quando nessuno ha detto nulla. Nessuno ha detto nulla? Oppure giù, dormire senza averne voglia, violentare un pensiero che stava arrivando a preoccuparti. Torturarlo, un bastardo traditore! Giù, dormire senza puntare nessuna sveglia, che la veglia è sempre, e passeggia con la morte. Giù, quando ti sogno tutta nuda che ti stringi nelle spalle, e sorridi come fossi io il creatore di quella meraviglia. Stando qui, in casa, senza uscire, direi che non è male per niente. Dovrei farmi ingessare più spesso la gamba. Magari alternare, destra, sinistra, sinistra, destra. Come quando palleggi. Ora però esco perché mi sono davvero rotto il cazzo.
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