"Il vento non sa più piangere"
Stefano Drakul Canepa
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quando la luna
non è più una lacrima
di notte a goccia (D)
Perché una donna non è carne
da scivolare nelle notti senza nome
ed il gelo che prometteva amore
è un sospiro sospeso fra le ombre
Perché una casa non è un muro
ma il calore dei respiri nascosti
spesi al tempo dei dolori rassegnati
o delle lune nuove fra le nubi
Perché un seno non è un cuscino
da implorare come un sogno scuro
quando il temporale preme
per un lamento sospeso ad ore
Sai, una donna non è due labbra
da baciare e poi percorrere
quasi fosse un sentiero nel rosso
di un tramonto immaginato a sera
Quando il vento non sa più piangere
Una pioggia per arrivare a notte.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (3)
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Catia Dinoni9 marzo 2014
Mirabile tratteggio poetato con grande sensibilità... Si la donna va vissuta nel pieno rispetto. Molto apprezzata.
carla composto9 marzo 2014
bella lirica quasi una dedica per dire che la donna non é solo esteriorità ma altro... molto apprezzata e sentita
nemesiel9 marzo 2014
Una delicatezza ed una tenerezza fuori dal comune... nessuna ovvia e banale espressione ma versi decisi e intensi..."declamati" con naturalezza, portano in loro tanta forza da non aver bisogno di essere urlati... Tutto ciò che una donna non è e non deve essere nel pensiero maschile... negazione di ciò che l'uomo superficialmente cerca e vede in una donna... come fosse uno strumento di cui servirsi all'occorrenza... Magnifico poetare di un uomo sensibilissimo e attento...



