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Eppur sembra quasi una visione,
quel fermo immagine
simulacro o risveglio
da spauracchi e malanni
ultimo sogno di chi
con l’occhio teso all’alto
si china.
Ma tu che non conosci frontiere
poggia la tua sulla mia mano
e guarda quelle linee che
di tutto dicono tranne che del futuro.
E come una piccola formica
dagli occhi rossi leggi e sorridi
forse ... capirai
se la tua nera consolle
originerà ancora i tuoi verdi.
©
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Commenti (1)
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Antonio Biancolillo10 marzo 2014
Certi giorni si consumano nel sole che spegne... nell'aria che muta cede al ricordo... nel pianto di stelle che sopravvivono spettatrici inerti ad un cosmico pianto... Nel mistero di un silenzio mai interrotto la narrazione di echi che preludono alla vita ed alla pienezza di un solstizio d'amore... Un sogno vagheggiato... un rapimento visionario inseguito e cercato con ansia nell'identificarsi in ogni cosa che ci gira intorno... Perché la storia della vita diventa quella di ogni nostro istante vissuto nell'attesa... nel dolore della distanza... nelle illusioni... nel desiderio di colmare l'abisso con passi lenti e silenziosi che l'anima dolente muove verso l'infinito... nella tensione alla verità pura... Molto apprezzata...

