Sullo scranno

Si perde lo sguardo
con l’ultimo crepuscolo di libertà
stremati timori
a morir di ragione
nell’avvolgersi indelebile
d’onestà e valori
c’è un solo inganno
in quelle tante voci
parole che fuggono
di cui neanche l’eco da ristoro
e cani
ammaestrati dai padroni
un po’ clown e un po’ spacconi
pecore
a cui il pastore ha messo i denti
e ora lottano
per tenersi stretto l’osso
mentre l’urlo mio
il tuo
si perdono come polvere nel silenzio
mentre aldilà dell’uscio
ormai c’è solo notte
e un lumicino di speranza
lontano
che fievole si spegne
come una tregua morta
sospesa nel buio.
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L'autore
Turan
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