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Fiabe 19 maggio 2007 · lettura 1 min · 2946 letture

Per la sua cara

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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Passava ogni sera, davanti la porta della chiesa. Abbassava lo sguardo e, in segno di riverenza, si toglieva la coppola. Solo un attimo si fermava con sguardo timoroso e con le mani sulla visiera macchiata dal sudore. La Madonna del Rosario sembrava implorasse. Poi, quasi vergognoso per quell’attimo di debolezza, fatto un rapido segno di croce, col suo solito passetto veloce e felpato s’allontanava. Ai piedi scarpe fatte a mano, di vecchi pneumatici, fasce di canapa con cordelle di cuoio rinsecchito per gambaletti. Un vecchio pantalone di fustagno, una camicia sotto un gilè nero, di festa e di lavoro, erano il suo abbigliamento anche il giorno in cui era nata la figlia e morta la moglie.
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…fino alla morte don Peppino l’aveva invocata… forse nella vana speranza che la Madonna gli ridesse la sua Rosaria…

L'autore
Rasimaco

unaquaeque hora inveniat te pingentem aeternitatem

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Commenti (3)

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Barbara Di Lorenzo19 maggio 2007

Si legge il triste silenzio invocatore di Peppino, intriso di sofferenza e rassegnazione. bella

F
Francesca Coppola19 maggio 2007

ancora una volta un brivido, versi incisivi e profondi!

Triste20 maggio 2007

Che meraviglia... mi è parso di vederlo Don Peppino... fermo li davanti alla chiesa...