A Che Punto... Semo Arivati

Mi è sempre piaciuto scrivere, eredità che mi è stata lasciata da mio padre, per poter trasmettere i miei stati d’animo e sentimenti ... sin da bambina mi sono cimentata in quest’arte per me liberatoria e che non ha ostacoli ... tra realtà, fantasia, voli pindarici... Scrivo poesie, acrostici, haiku, racconti su
Commenti (22)
Ci stanno togliendo la dignità ma non l'indignazione. Ecco, il punto cruciale sta in questo, non abituiamoci mai alle brutture del. sistema!
Un bellissimo spaccato della nostra Italia. La poesia in "romanesco" ne aumenta l'efficacia comunicativa. Metrica perfetta e poesia che rispecchia le proprie strutture (aimè oggi molte sono fuori dalle regole poetiche). Modo perfetto per esprimere una rabbia che non trova e non potrà trovare sfogo rispettando la legalità (occorre una rivoluzione in tutti i sensi). Un complimento sentito.
Al di là del contenuto che ovviamente condivido faccio il mio plauso al narrante per l'armonia ed il ritmo che ha saputo dare ad una poesia dal tema oneroso... Piaciuta, condivisa e molto apprezzata!
L'autrice ha rappresentato il disagio fortemente avvertito dalla gente del "popolo" e lo ha rappresentato, giustamente, con il linguaggio più popolare, il dialetto. Armoniosa e mi piace anche quel gioco di rime all'interno dei versi. Una grande poesia che mi piace molto e che segnalo.
una riflessione più che lecita della sapiente autrice resa ancor più forte dalla composizione dialettale!! quello che emerge e colpisce è lo stato di cose al quale ci siamo come assuefatti, e non riusciamo neanche più ad esprimere sdegno! ci siamo abituati a tutto, a vedere ed ascoltare qualsiasi bruttura ed ingiustizia... quasi inermi!! e si sa a che punto siamo arrivati, ma non fino a che punto arriveremo!
Cara Carla un monito degno di lettura e riflessione che il dialetto evidenzia per far capire ancora meglio ciò che la gente sta passando in questo momento a scapito di chi continua malgrado tutto a "magnà". Ti stimo e S.
Ci stanno togliendo la dignità...È proprio vero, ha ragione la Poetessa sempre sensibile al sociale. Una lirica in vernacolo dal forte contenuto sociale e stilata magistralmente. Anch'io come Marco Morandi sono dell'avviso che occorre una rivoluzione, in modo da venire fuori da questo pantano
Una ribellione condivisa... versi reali e profondi... Molto apprezzata
Una domanda che ci facciamo in molti la cui risposta sta sempre all'inizio. Questi ladroni, chiamiamoli così, li abbiamo messi e riconfermati loro ed hanno creato un sistema tale ch'è quasi impossibile mandarli più via. Una poesia che lascia spazio a molte riflessioni ad ampio spettro e che coinvolge anche il futuro dei nostri stessi figli e nipoti.
Condivido totalmente il pensiero espresso in questa bella poesia dialettale. Dove andremo a finire?... ci stanno togliendo tutto e riescono ancora a guardarsi allo specchio senza provare rimorso: è una vera vergogna! Lirica ben esposta, versi che prendono ed entrano nell'anima del lettore.
Vedere l'immagine, ho pianto anch'io. Siamo arrivati al punto senza ritorno. Lirica che fa riflettere non solo l'uomo della strada, ma tutti coloro che hanno un cuore.
Mi colpisce molto e mi ha commosso profondamente nel leggerla, questa poesia in dialetto. In essa è racchiusa tutta la disperazione di tanta, troppa gente. Qui si muore di fame o ci si ammazza per l'insopportabile perdita della dignità mentre ancora migliaia di privilegiati difendono le loro "postazioni". Grande lirica di un'autrice estremamente sensibile.
Poesia davvero notevole per contenuto e capacità espressiva... il dialetto aumenta la vivacità comunicativa dei versi in cui esplode, di pari passo, dolore e indignazione, rabbia per una situazione che degenera ogni giorno di più, che colpisce sempre più persone ma non quella piccola fetta che detiene la ricchezza e che non ha cambiato una virgola della propria esistenza a dispetto di chi, sempre più spesso, è costretto ad eliminare la propria di esistenza.
Una riflessione toccante e vera che condivido e apprezzo immensamente. Un plauso all'autrice per aver stilato con stile ed un pizzico d'ironia un argomento così gravoso come quello della crisi odierna. Complimenti! Conservo.
Sacrosante parole che raccontano lo stato di gravità di un Paese dove la vita è diventata difficile per molti, troppi... e al di là del contenuto, la poesia è armonia e scorrevolezza, davvero bella.
Mi ha profondamente commossa questa poesia che viene da un cuore estremamente sensibile e che ben sa tradurre il momento terribile che sta passando la gente .È una vera tragedia e non solo in Italia ma anche nel mondo intero. Apprezzatissima!!!
Un vernacolo accattivante, per versi di grande realtà, che, nella loro lettura, rilasciano un grande senso d'amarezza Poesia molto apprezzata
Lirica estremamente commovente! E' lo spaccato di una realtà che qualcuno fa finta ancora di non vedere... Ammirevole la sensibilità dell'Autrice e la capacità di tradurre simili immagini in versi, ancor più belli e toccanti con l'uso del dialetto. La tragedia del cuore, il racconto di una dignità offesa, situazioni da terzo mondo, suicidi in aumento, mentre qualcuno continua a vivere un'altra realtà, il suo mondo ovattato, una sua beatitudine scollegata dal territorio e dalle sue reali esigenze. Chi ne soffre, sono soprattutto gli anziani: quelli che non hanno pensioni d'oro e vitalizi, ovviamente!
Gran brutta realtà questo momento del nostro tempo... così ben espressa in quel dialettale di quotidiana avventura ..."A che punto... semo arrivati" si chiede l'Autrice... una domanda a cui si spera di poter rispondere che questo sia l'apice e che ben presto si possa tornare ad un momento migliore... e non a un punto di non ritorno... Speriamo bene... Molto apprezzata...
Poesia che esprime con senso critico il vivere quotidiano dell'età moderna! Un quadro che descrive un momento storico del ritorno alla fame e disperazione!
Un grido di dolore su una situazione che un animo sensibile non si sa spiegare. Il dialetto la rende ancora più ruvida, in realtà è semplice come le cose che si vedono e che fanno impressione e raccapriccio.
E' l'indifferenza il male peggiore della società, una minoranza, per nostra fortuna chiude gli occhi di fronte all'indigenza di molti che sono costretti loro malgrado non solo a raccogliere tra gli avanzi il mangiare, ma pure a mettersi in fila per un pasto. Fortunatamente il senso della solidarietà e del buon cuore prevale nelle sensibilità di molti che a mio parere dormono sonni tranquilli rispetto a chi dell'indifferenza ne fa una questione egoistica che sicuramente gli si ritorcerà contro. I conti devono tornare, in un modo o nell'altro.


















