Ti cercarono le mie mani
massimo turbi
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Tremai sulla sabbia
confusa tra le onde
nel cielo terso.
Stesi il capo
cercando di farmi baciare
dalla linfa ammaliante
di sprigionata luce
ed invocai a gran voce
il tuo nome
amore amore
amore dove sei?.
Ti cercarono le mie mani
e ti sorpresero imprigionata
nei rovi avvelenati
dalla sorte malversa
e chinata a terra
ti laceravi le vesti
per colpa del fato
non meritando certo
perché sei anima della luccicanza
e non ve ombra
nei tuoi camminamenti
lastricati di dolcezza infinita.
Ti presi con la dolcezza
di un bimbo appena nato
e ti misi al caldo
delle mie braccia avvincenti
saziandoti con sussurri baci
e curando le piaghe
con la semplicità di un uomo
che desidera solo il bene tuo
con naturalezza come il primo giorno
che ti vidi nelle lidi di marzo
sbocciata tra le viole infatuate
nel giardino del mio cuor.
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