L'uomo senza età (Giuseppe)
Anna Piccirillo ov
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Di te si dice solo che eri giusto,
perché vivevi del lavoro e del timor di Dio.
Quanti anni avessi non è mai stato chiaro.
Forse di grigio pelo, con figli adolescenti.
O giovane attraente nel pieno del vigore.
Un uomo senza età, di cui non si è sentita mai la voce.
Di certo nei tuoi occhi brillava
la freschezza dell’uomo innamorato,
lo sguardo luminoso di limpida speranza
di vivere una vita fatta di cose semplici:
l’amore di una sposa e figli numerosi alla tua mensa.
Avrai sentito il cuore battere più in fretta
le sere in cui le guance immacolate di Maria
suggerivano l’idea di una carezza e nei suoi occhi,
trasparenti come la sua vita,
si rifletteva la brezza tiepida del mare galileo.
Poi fu un battito d’ala, un volo di colomba.
Un soffio leggero di ruah
si portò via quei fogli su cui avevi scritto
il tuo ordinato corso della vita.
E il tarlo pungente del sospetto prese a ferirti il cuore.
Ma la legge del cuore era più forte
dell’arido rigore della legge umana,
così pensasti di agire nel segreto,
mandando giù l’amore amaro e la tua dignità.
Ma un’altra storia era già stata scritta
per te, povera creatura di Jahweh.
Tu accettasti di viverla umilmente,
di farti piccolo quaggiù, quasi invisibile,
saldo nella fiducia che il tuo Dio solleva gli umili
che più si abbassano alla sua volontà.
Non furono i tuoi sogni ad avverarsi,
ma i sogni che il Signore ti mandò.
Così le ruvide carezze di resine odorose
rimasero serrate nei tuoi pugni,
e rinunciasti a palpiti d’intensa umanità.
Offristi a Dio la tua preziosa castità
insieme alla verginità della tua sposa.
Ed accogliesti il Figlio suo come tuo figlio,
lo presentasti al cielo chiamandolo per nome,
colmandolo d’amore lo crescesti,
stupito per quanto dicevano di Lui.
Chissà che fremito ti fece sussultare
quando la sua celeste voce prese ad apostrofarti:
“Abbà, papà!”.
Poi sei sparito dalla storia
nel silenzio discreto in cui eri vissuto.
Non sappiamo né quando
né come sia avvenuto.
Sei rimasto l’uomo senza età.
Il transito tuo però è l’aspirazione
di ogni creatura umana
che non teme il momento
di affacciarsi all’al di là se, come te,
lo fa in quella divina compagnia.
La nostra speranza
è passar di vita in vita
con la stessa tua consolazione,
la mano stretta in quella di Maria,
lo sguardo fisso negli occhi di Gesù.
©
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L'autore
Anna Piccirillo ov
"... Eppure non so scrivere poesie. Non conosco regole di metrica, di rima e di sintassi; però se la poesia nasce dall’anima col desiderio di trasformare in parole i sentimenti, le emozioni, i moti prorompenti del cuore, i miei semplici versi, con molta indulgenza potrete anche definirli poesie" ... Ecco, mi definirei
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