Lambe avanti e indietro
Lambe avanti e indietro
il passo di rincorsa
s’aspetta prolungato fischio
per dirgli addio un sorriso.
Delle ancore i boccaporti
han già il labbro affondato
che non finisce mai
ma s’arrampicano.
Gli ultimi raggi del sole
stendono sulla collina
un altro sorriso di natura.
Flusso e riflusso s’imbarca
confina di queste peschiere
anfiteatri di sole rane.
E quel campo grande quanto infelice
là dov’era l’unico frutto maturo
per un ramo in punta
troppo lontano dalla mano
è luogo di memorie
passa parola
che invano si affatica
a declinare il se.
E sparisce su questa panchina
proprio qui nell’amicizia di povera gente
tutto il torto.
E il gozzo col motore passa veloce
i mesi dell’estate.
Fuggire e allontanarsi
ed eccoci altrove.
©
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Commenti (1)
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I
Iris19 novembre 2005
Eih Luigi, bentrovato le tue poesie sono incomparabili... e sparisce su questa panchina, proprio qui nell’amicizia di povera gente, tutto il torno! Superlativo, Iris (kristall)