Vattene
Marco Vidotto
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Mai una scelta fu,
quando decidesti.
Non è saputo a dirsi,
forse nel perdersi
delle ore passate insieme
a vagar come api
nei campi
a cercar fiori
di felicità.
Un insistente pulsare
delle vene
riporta indietro
il tempo a quando
i baci e le carezze
si rincorrevano
in un'altalena di emozioni.
Perché decidesti di abbandonare
l'alveare dove fu deposto il miele
della speranza?
Nessuna consolazione
trova casa nelle misere
parole di giustificazione,
al tramonto di quel
giorno maledetto.
Ora si può rivelare
al mondo intero,
tutto il dolore
che secerna la ferita:
una lama scagliata
contro.
Dove prima sorgeva
la speranza,
ora regna solo lo sconforto
di notti insonni
a guardar le stelle.
Non meriti devozione,
potresti tornare ora
o tra vent'anni,
ma il cuore ha chiuso
a chiave la sua porta.
Subito trovasti
rifugio tra le braccia
di quell'altro!
E allora ora vattene
anche dai ricordi,
dove troppo
hai dimorato.
©
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Marco Vidotto
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